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Interrogazione, Rotta Pd Camera, su iniziative a tutela e disinquinamento fiume Fratta

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Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-06056

presentato da

ROTTA Alessia

testo di

Venerdì 21 maggio 2021, seduta n. 513

ROTTA e ZARDINI. — Al Ministro della transizione ecologica. — Per sapere – premesso che:

a seguito della presentazione da parte del consorzio A.Ri.C.A. di istanza di «Verifica di Assoggettabilità» alla valutazione di impatto ambientale (Via) per la realizzazione del secondo stralcio del prolungamento del collettore a valle della città di Cologna Veneta, sono state presentate delle osservazioni all'istanza da un gruppo civico colognese che, sulla base di una lunga teoria di rilievi chiede che il progetto sia sottoposto a Via in ragione del fatto che tale intervento comporterà, a loro avviso, la deposizione a valle del suddetto comune di sedimenti inquinati da numerose sostanze chimiche, con un notevole impatto sull'ecosistema fluviale del fiume Fratta;

nelle osservazioni si fa, inoltre, presente che il corpo ricettore non è in grado di sostenere un aumento dello scarico dovuto alle aumentate dimensioni della condotta e che il fiume Fratta Gorzone è uno dei corsi d'acqua più inquinati del Veneto, dato che, dagli anni 60, vi sono convogliati i reflui del distretto conciario attraverso il collettore gestito dal consorzio A.Ri.C.A.;

attualmente, per poter rispettare i valori limite allo scarico stabiliti dalla normativa vigente, nelle osservazioni di afferma che lo scarico viene diluito con 6000l/s provenienti dal consorzio di bonifica Leb formalmente non per diluire gli scarichi dei depuratori che il collettore porta a valle ma per «vivificare» il fiume;

il Ministero della transizione ecologica ha chiesto con urgenza, a maggio 2021, agli enti interessati — regione Veneto provincia di Verona, comune di Cologna Veneta, Arpa e Unione dei comuni Adige Guà — di fornire ogni elemento utile a chiarire la situazione denunciata dai cittadini a tutti gli enti interessati e riferendosi espressamente alle osservazioni del gruppo di cittadini colognesi ha ribadito che la legge impone che gli scarichi siano disciplinati nel rispetto della qualità dei corpi idrici che li accolgono e che non è possibile diluire i reflui;

il territorio ha sempre contrastato questo progetto di prolungamento di 3,6 chilometri del collettore che andrà a scaricare ulteriori reflui nel fiume Fratta senza un vero disinquinamento del fiume Fratta Gorzone, come previsto dall'«Accordo Normativo, firmato nel 2017, finalizzato all'aggiornamento dell'Accordo integrativo» per la tutela delle risorse politiche in questione, tra regione Veneto, Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, associazioni ed enti interessati, con cui si chiedeva un miglioramento dei reflui a monte, nel luogo di produzione; ad oggi, nessuna innovazione tecnologica e di processo ha determinato miglioramenti per la qualità delle acque;

inoltre, con lo spostamento a valle del punto di consegna, si teme che il consorzio abbandonerà nel letto del fiume Fratta fanghi e sedimenti accumulati in 15 anni di versamento quali: cloruri, solfati, cromo azoto, fosforo, arsenico, cadmio, rame, nichel, piombo, zinco, mercurio, vanadio, diossine e da ultimo i Pfas, senza provvedere alla bonifica degli stessi; si tratta di un comportamento già verificatosi nel passato quando il medesimo consorzio ha lasciato il precedente punto di consegna e non ha bonificato i milioni di chilogrammi di fanghi/sedimenti depositati nel letto del fiume Rio Acquetta;

nelle osservazioni si afferma inoltre che le condotte in uso risultano vecchie e percolanti e sarebbe opportuno che il consorzio si impegnasse a controllare, monitorare e manutenere quella esistente per i danni che la stessa sta procurando all'ambiente, alle falde di superficie ed ai terreni agricoli e che anche in caso della concessione della nuova condotta, il consorzio dovrebbe essere obbligato a considerare la manutenzione straordinaria di quella esistente –:

di quali elementi utili disponga il Ministro interrogato per chiarire la situazione esposta in premessa e, in particolare, quali elementi abbia acquisito dagli enti interessati di cui in premessa;

se non ritenga urgente adottare iniziative, per quanto di competenza, per dare piena attuazione all'accordo di programma quadro, sottoscritto nel 2017 per il disinquinamento del fiume Fratta, attraverso l'implementazione di nuove tecnologie nei cicli produttivi, nella depurazione e nel trattamento fanghi del distretto conciario vicentino.

(5-06056)

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