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Zootecnia, IZSLER: i dati reali contro le fake news. Centinaio, Rolfi e Golinelli: residui presenti 100 volte meno di quanto consentito da legge

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"Siamo stati in grado di fare un monitoraggio sulle varie certificazioni e protocolli che le aziende devono seguire. I risultati sono stati favorevoli perché in nessuno dei campioni fatti è stata riscontrata la positività delle molecole residui di antibiotici".

Così il direttore dell'Istituto zooprofilattico della Lombardia e dell'Emilia Romagna in conferenza stampa alla Camera dei Deputati sulle fake news sul comparto zootecnico Piero Frazzi.

"A Brescia il monitoraggio in questione - spiega Frazzi che ha recentemente pubblicato una ricerca - è stato fatto su 1200 allevamenti di bovini, su oltre un milione di tonnellate (il 40% della produzione regionale) per 52 campioni sulle cisterne. E tutti sono risultati negativi sulla presenza di molecole di antibiotici".

"Bisognerebbe dare risalto nazionale e non solo regionale a questa ricerca da cui emerge l'assenza di cento volte inferiore a quanto previsto da legge sui residui di antibiotici nel latte. Oggi possiamo dire con orgoglio che un istituto scientifico di comprovata autorevolezza ha certificato che il latte italiano non solo è sicuro ma ha anche un residuo di molecole di antibiotici di cento volte inferiore a quanto prevede la legge", spiega l'assessore all'Agricoltura della regione Lombardia Fabio Rolfi. "Una ricerca che smentisce le fake news a volte anche volute a livello di marketing sul latte a favore di altri prodotti, come il latte ai piselli", prosegue.

La regione Lombardia estenderà la ricerca di residui anche in tutti gli altri prodotti della zootecnia.

"Spazziamo via le fake news che dicono che i prodotti della zootenica fanno male alla salute", spiega il sottosegretario Mipaaf Gian Marco Centinaio. "Agroalimentare fa rima con salute". Centinaio spiega che i controlli sono la garanzia della qualità e della salubrità dei prodotti zootecnici. "Chi controlla certifica che il produttore sta producendo prodotti di altissimo livello con dati oggettivi che dicono che siamo ben al di sotto dei limiti consentiti da legge".

"I numeri ci dicono che gli allevamenti zootecnici non sono il problema. Quando si parla di allevamenti intensivi come fonte di malattie anche l'Oms dice che il 70 per cento dei casi non proviene dalla zootecnia. E l'Ispra ci dice che solo il 10 per cento delle falde acquifere sono inquinate da allevamenti zootecnici", spiega Guglielmo Golinelli, Lega. "In televisione passano spesso delle false notizie. Anche a proposito del consumo di acqua necessaria per gli allevamenti. Tutti dati che vanno nella direzione opposta rispetto a quanto riportato dai dati reali". Nel 99,9 per cento dei casi di quanto si acquista un prodotto italiano abbiamo la certezza di mangiare qualche cosa di buono, sano e di utile all'economia nazionale", conclude.

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