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Interrogazione, Ciaburro FdI Camera, su vendita e produzione vini dealcolati

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Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09231

presentato da

CIABURRO Monica

testo di

Lunedì 10 maggio 2021, seduta n. 504

CIABURRO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

come evidenziato a mezzo stampa, il Consiglio dei ministri dell'Unione europea, formazione «Agricoltura e Pesca» (Agrifish), su impulso della Presidenza semestrale portoghese e di alcuni Paesi del nord Europa, starebbe discutendo la possibilità di permettere la vendita e produzione di vini dealcolati, dunque privi di alcool o comunque diluiti con l'acqua «come pratica enologica» al fine di ridurne la gradazione;

i disciplinari dei vini a denominazione d'origine, come noto, prevedono un titolo alcolometrico minimo, sotto il quale la denominazione non può essere utilizzata;

la proposta in questione prevede la possibilità di dealcolazione totale e parziale, anche al fine di «preservare la salute dei cittadini europei», anche nei confronti dei vini a denominazione d'origine; la pratica, di fatto, permetterebbe di diluire con acqua, alterando in modo irrimediabile la qualità dei prodotti enologici nazionali, aprendo, peraltro, a pericolose ripercussioni da un punto di vista della contraffazione dei prodotti Made in Italy;

l'Italia è il primo produttore mondiale di vino, con 49,1 milioni di ettolitri e primo esportatore per un totale di 20,8 milioni di ettolitri davanti a Spagna (20,2) e Francia (13,8), per un valore delle esportazioni di vino che supera i 6 miliardi di euro;

peraltro, la possibilità di poter definire «vino» questo genere di bevande diluite con acqua e dealcolate corrisponde ad un vero e proprio inganno nei confronti dei consumatori, che si troverebbero di fronte a prodotti del tutto privati delle tipiche caratteristiche di naturalità tipiche del vino stesso;

dopo l'apertura nei confronti dell'utilizzo delle larve della farina a scopo alimentare, dopo la minaccia di un'etichettatura atta ad indicare la pericolosità del vino per il consumo, la possibilità di utilizzare lo zucchero nei Paesi del nord Europa per aumentare la gradazione del vino stesso, nonché la possibilità di produrre vino senza uva, e dunque di applicare la denominazione «vino» a bevande ottenute mediante la fermentazione di frutti come ribes o lamponi, la proposta in esame rappresenta l'ennesimo attacco al cuore delle produzioni tipiche agroalimentari italiane;

data l'importanza economica, ma anche identitaria, tradizionale e nazionale del vino nella cultura e nello stile di vita italiano, nonché nella dieta mediterranea medesima, la proposta di dealcolazione circolante in Unione europea costituisce un assalto all'interesse nazionale del Paese –:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative urgenti e di competenza intenda assumere, presso gli idonei tavoli di lavoro europei, per scongiurare l'approvazione della proposta di cui in premessa.

(4-09231)

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