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Interrogazione, Ascari M5S Camera, su consumo suolo e cementificazione

Interrogazione, Ascari M5S Camera, su consumo suolo e cementificazione https://www.agricolae.eu/interrogazione-ascari-m5s-camera-su-consumo-suolo-e-cementificazione/

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09468

presentato da

ASCARI Stefania

testo di

Martedì 8 giugno 2021, seduta n. 520

ASCARI e NAPPI. — Al Ministro della transizione ecologica, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

un nuovo consistente allevamento di bovini sta prendendo forma alle porte della città di Modena: si tratta della riqualificazione – e dell'allargamento – dell'azienda agricola e fattoria didattica «Hombre» di strada Corletto Sud. A Hombre arriveranno nuove stalle, caseificio ed altre strutture per oltre 40 mila metri quadrati con alcuni abbattimenti di vecchi stabili – per il passaggio dall'allevamento dagli attuali 635 capi a 1.200 (800 adulti e 400 giovani). Così l'azienda si verrebbe a collocare nel gruppo degli allevamenti che superano i 1.000 capi (0,5 per cento del totale in Italia settentrionale secondo Boccaletti, S., Moro, D., L'evoluzione della zootecnia bovina tra gli ultimi due censimenti dell'agricoltura, AgriRegioniEuropa, n. 31 – dicembre 2012). L'azienda attualmente ricopre 255 ettari, il progetto di ampliamento prevede 43 mila metri quadrati di edificato in più;

l'ampliamento di tale azienda agricola si ritiene vada nella direzione contraria rispetto alla transizione ecologica che dovrebbe incentivare la riduzione degli allevamenti in favore di un'agricoltura sostenibile a misura d'uomo;

la realizzazione è insostenibile in un territorio già deturpato dalla presenza di un numero elevatissimo di allevamenti intensivi;

gli allevamenti intensivi non sono sostenibili, poiché comportano un enorme consumo di risorse naturali come suolo e acqua e contribuiscono in gran parte alle emissioni nocive per l'ambiente. Studi recenti hanno dimostrato che gli allevamenti intensivi sono la seconda causa di inquinamento da polveri sottili. Infatti, secondo lo studio dell'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale riscaldamento e allevamenti sono responsabili rispettivamente del 38 per cento e del 15,1 per cento del particolato PM 2,5 della penisola. In altre parole, lo stoccaggio degli animali nelle stalle e la gestione dei reflui inquinano più di automobili e delle moto (9 per cento) e più dell'industria (11,1 per cento);

l'aumento del consumo di suolo (si vedano i dati Rapporto Ispra Snpa «Il consumo di suolo in Italia 2020») non va di pari passo con la crescita demografica e, in Italia, cresce più il cemento che la popolazione: nel 2019 nascono 420 mila bambini e il suolo ormai sigillato avanza di altri 57 chilometri quadrati (57 milioni di metri quadrati), al ritmo, confermato, di 2 metri quadrati al secondo. È come se ogni nuovo nato italiano portasse nella culla ben 135 metri quadrati di cemento;

lo spreco di suolo continua ad avanzare nelle aree a rischio idrogeologico e sismico e tra, le regioni italiane, la Sicilia è quella con la crescita percentuale più alta nelle aree a pericolosità idraulica media. Fa eccezione la Valle d'Aosta, con solo 3 ettari di territorio impermeabilizzato nell'ultimo anno: è la prima regione italiana vicina all'obiettivo «consumo di suolo 0»;

il consumo di suolo agricolo è legato alla nostra salute non solo per le conseguenze ambientali che comporta ma perché condiziona anche la qualità dell'agricoltura e quindi anche del cibo che mangiamo. In Italia, e in particolare in Emilia-Romagna (la terra del cibo di qualità a livello mondiale) si hanno produzioni di eccellenza e si cerca di sviluppare le coltivazioni biologiche e di favorire il cosiddetto chilometro zero; alla luce di ciò, è indispensabile salvaguardare le nostre campagne e la qualità della vita. Quindi, anche gli allevamenti di animali andrebbero ridimensionati e, invece, nella sola provincia di Modena ci sono oltre 545.000 bovini e suini e 700.000 abitanti;

occorrerebbe capire se la transizione ecologica punti al recupero degli incolti, se si voglia sviluppare la filiera corta e i prodotti di qualità e il biologico e le relative modalità, se si debba intervenire per ridimensionare il numero di animali da allevamento rispetto alla dimensione e alle caratteristiche del territorio. D'altronde, il mondo evoluto sta andando ad un'altra velocità: in Germania la candidata alla Cancelleria Annalena Baerbock ha intenzione di porre il limite di 1.000 chilogrammi di animale per ogni ettaro di terreno, il che vuole dire che su 10.000 metri quadrati possono starci 2/3 animali, diversamente dall'Azienda Hombre che prevede, comunque, un carico di 8/9 animali per ogni ettaro di terreno;

la rigenerazione urbana per essere sostenibile deve essere rigenerazione senza consumo di suolo a tutela della salute pubblica e dell'ambiente –:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e quali iniziative di competenza ritenga opportuno adottare, anche in raccordo con le istituzioni regionali dell'Emilia-Romagna, affinché l'avvio e la riqualificazione di molte aziende agricole (come quella citata in premessa) possano avvenire senza consumo di suolo e nel rispetto della transizione ecologica che prevede la tutela delle risorse naturali, la salute ed il benessere delle persone e degli stessi animali nonché la rinaturalizzazione di aree impermeabilizzate non utilizzate.

(4-09468)

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