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Prezzi al consumo, Istat: inflazione accelera per quinto mese consecutivo

Prezzi al consumo, Istat: inflazione accelera per quinto mese consecutivo https://www.agricolae.eu/prezzi-al-consumo-istat-inflazione-accelera-per-quinto-mese-consecutivo-2/

A maggio, l’inflazione accelera per il quinto mese consecutivo raggiungendo livelli che non si vedevano da novembre 2018 (quando fu pari a +1,6%). Anche in questo mese, come nei precedenti, l’inflazione e la sua accelerazione si devono essenzialmente ai prezzi dei Beni energetici che ne trainano la crescita e al netto dei quali si attesta a +0,2%, valore uguale a quello di settembre 2020 (quando però l’inflazione generale era negativa e pari a -0,6%). In questo quadro i prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” ampliano ulteriormente la loro flessione (da -0,7% a -0,9%), registrando il calo più marcato da quando è disponibile la serie storica di questo gruppo di prodotti (gennaio 1996).

 

Nel mese di maggio, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri una variazione nulla su base mensile e un aumento su base annua dell’1,3% (dal +1,1% del mese precedente), confermando la stima preliminare.

  • L’accelerazione tendenziale dell’inflazione si deve essenzialmente ai prezzi dei Beni energetici, la cui crescita passa da +9,8% di aprile a +13,8% a causa dei prezzi della componente non regolamentata (che accelerano da +6,6% a +12,6%) mentre quelli della componente regolamentata continuano a registrare un forte incremento, ma stabile (+16,8% come ad aprile). Tale dinamica è solo in parte compensata dalla frenata dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona la cui crescita (+0,7% ad aprile) si azzera.
  • L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici decelerano ulteriormente, anche se di poco, e si portano entrambe a +0,2% (da +0,3% di aprile).
  • La variazione congiunturale nulla dell’indice generale è dovuta a dinamiche opposte: da una parte, la crescita dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+1,1%) e degli Alimentari non lavorati (+1,0%), dall’altra, la diminuzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,8%).
  • L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,2% per l’indice generale e a +0,5% per la componente di fondo.
  • I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona amplificano la loro flessione (da -0,7% a -0,9%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano (da +1,0% a +1,4%).
  • L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,1% su base mensile (la stima preliminare era di una variazione nulla) e aumenta su base annua dell’1,2% (da +1,0% del mese precedente); la stima preliminare era +1,3%.
  • L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un calo dello 0,1% su base mensile e un aumento dell’1,3% su base annua.

 

Le divisioni di spesa

A maggio è prevalentemente l’accelerazione dei prezzi dei Trasporti (da +2,9% a +4,8%) e, in misura minore, di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (da +5,0% a +5,9%) a far sì che l’indice generale registri una crescita su base annua più ampia di quella di aprile. Tale dinamica è stata solo in parte contenuta dal rallentamento dei prezzi di Ricreazione, spettacoli e cultura (da +1,1% a +0,2%) e dei Servizi ricettivi e di ristorazione (da +0,8% a +0,1%); sugli andamenti di questi ultimi incidono però anche le procedure di stima degli indici di maggio 2020 rese necessarie a causa dell’emergenza sanitaria e delle restrizioni imposte dalle misure di contrasto della pandemia.

In termini di contributi l’inflazione generale è dovuta principalmente ai prezzi dei Trasporti (+0,625), di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,599) e, in misura minore, di Altri beni e servizi (+0,115). I contributi negativi provengono dai prezzi dei Servizi ricettivi e di ristorazione (-0,086), dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,085), delle Comunicazioni (-0,064) e dell’Istruzione (-0,038).

Le TIPOLOGIE DI PRODOTTO

A maggio l’accelerazione dell’indice generale dei prezzi al consumo NIC (da +1,1% di aprile a +1,3%) si deve ai prezzi dei beni (da +1,5% a +1,9%) ed è frenata dal rallentamento di quelli dei servizi (da +0,6 a +0,4%). Il differenziale inflazionistico tra servizi e beni sale a -1,5 punti percentuali.

L’accelerazione dei prezzi dei beni è dovuta ai prezzi dei Beni energetici che aumentano del 13,8% (da +9,8% di aprile; +0,7% la variazione congiunturale), per effetto dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (che passano da +6,6% a +12,6; +1,1% su base mensile), mentre l’aumento dei prezzi dei Beni energetici regolamentati rimane sostenuto ma stabile e pari +16,8% (variazione nulla rispetto ad aprile). La dinamica dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati è spiegata dal confronto su base congiunturale con lo scorso anno: infatti a maggio 2020 la variazione congiunturale fu pari a -4,2%, mentre nel 2021 si registra un aumento dell’1,1%; questa differenza si riflette sulla crescita tendenziale che si porta a +12,6% (da +6,6%). Questa dinamica è dovuta, nello specifico, alle accelerazioni nelle diverse componenti dell’aggregato: i prezzi dell’Energia elettrica mercato libero che passano da +1,3% a +9,0% (+2,7% il congiunturale), quelli del Gasolio per mezzi di trasporto che aumentano da +8,3% a +15,1% (+0,8% su base mensile), quelli della Benzina (da +9,6% a +16,1%; +1,0% su aprile), quelli del Gasolio per riscaldamento che passano da +10,3% a +16,3% (+0,7 rispetto al mese precedente) e infine quelli degli Altri carburanti che accelerano da +7,3% a +9,2% (-0,2% il congiunturale).

I prezzi dei Beni alimentari, invece, ampliano ulteriormente la loro flessione tendenziale (da -0,6% a -0,8%; +0,3% rispetto ad aprile), a causa sia dei prezzi degli Alimentari lavorati (da -0,8% a -1,1%; -0,2% su base mensile) sia di quelli dei Beni alimentari non lavorati (da -0,3% a -0,4%; +1,0% il congiunturale).

Con riferimento ai prezzi dei servizi, il rallentamento nella crescita dei prezzi (da +0,6% a +0,4%; -0,3% rispetto ad aprile) è dovuto prevalentemente ai prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (che passano da una crescita pari a +0,7% a una variazione nulla; -0,8% su base mensile), sui cui andamenti incidono però anche le procedure di stima degli indici di maggio 2020 rese necessarie a causa dell’emergenza sanitaria e delle restrizioni imposte dalle misure di contrasto della pandemia.

I dati del territorio

A maggio l’inflazione registra un’accelerazione in quasi tutte le ripartizioni geografiche, confermandosi al di sopra del dato nazionale al Sud (da +1,5% di aprile a +1,7%), nelle Isole (da +1,4% a +1,6%) e nel Nord-Est (da +1,2% a +1,6%), con il Nord-Ovest e il Centro che, invece, si posizionano al di sotto con un’inflazione rispettivamente pari a +1,0% (da +0,8%) e a +0,9% (come ad aprile).

Nei capoluoghi delle regioni e delle province autonome e nei comuni non capoluoghi di regione con più di 150mila abitanti l’inflazione più elevata si osserva a Bolzano (+2,5%), Reggio Emilia (+2,2%), Potenza e Catanzaro (entrambe a +2,0%), mentre le variazioni tendenziali più contenute si osservano a Brescia (+0,1%), Roma e Firenze (entrambe +0,4%).

Le divisioni di spesa

A maggio, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una diminuzione dello 0,1% su base mensile e un aumento del 1,2% su base annua, da +1,0% di aprile.

Analogamente al NIC, l’accelerazione dell’indice generale IPCA è dovuta principalmente ai prezzi dei Trasporti (che passano da +2,9% di aprile a +4,8%) e, in misura minore, ai prezzi di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (da +5,0% a +5,9%); tale dinamica è stata solo in parte contenuta dal rallentamento dei prezzi di Ricreazione, spettacoli e cultura (che passano da +1,4% di aprile a +0,5%) e dei Servizi ricettivi e di ristorazione (da +0,8% a +0,1%); sugli andamenti di questi ultimi incidono però anche le procedure di stima degli indici di maggio 2020 rese necessarie a causa dell’emergenza sanitaria e delle restrizioni imposte dalle misure di contrasto della pandemia

Gli aggregati speciali

Con riferimento agli aggregati speciali dell’IPCA, l’accelerazione tendenziale dell’indice generale a maggio è dovuta ai prezzi dei beni (da +1,3% di aprile a +1,8%), mentre quelli dei servizi decelerano (da +0,3% a +0,2%).

La dinamica dei prezzi dei beni si deve all’accelerazione dei prezzi dell’Energia (da +9,8% del mese precedente a +14,1%) dovuta sia a quelli di Elettricità, gas e combustibili solidi (che passano da +11,5% a +13,6%) sia ai prezzi dei Combustibili liquidi, carburanti e lubrificanti (da +8,8% a +15,2%).

Il rallentamento dei prezzi dei servizi, come per il NIC, è dovuto prevalentemente alle dinamiche dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +0,8% a +0,1%; -0,8% rispetto ad aprile) sui cui andamenti incidono però anche le procedure di stima degli indici di maggio 2020 rese necessarie a causa dell’emergenza sanitaria e delle restrizioni imposte dalle misure di contrasto della pandemia.

L’inflazione della componente di fondo calcolata al netto di energia e alimentari freschi decelera da +0,2% di aprile a +0,1%, quella al netto dell’energia, degli alimentari (incluse bevande alcoliche) e tabacchi passa da +0,3% a +0,2% e quella al netto dei soli beni energetici registra una variazione nulla da +0,1%.

Le stime preliminari e definitive delle variazioni congiunturali e tendenziali degli indici generali NIC e IPCA relative al mese di maggio 2021 sono messe a confronto per valutare l’eventuale revisione intercorsa e, quindi, l’accuratezza della stima preliminare.

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